Episodio 8: Gli strumenti finanziari nei piani strategici della PAC degli Stati membri

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Jam sessions ep8

Focus: preparativi per la futura PAC e ruolo degli SF FEASR nei piani strategici della PAC degli Stati membri per il raggiungimento degli obiettivi del Green Deal, il ricambio generazionale e la visione a lungo termine per le zone rurali.

Un'intervista a Silvia Michelini, Direttore della DG AGRI (Direzione Generale Agricoltura e Sviluppo Rurale) della Commissione Europea, a cura di Mario Guido del team fi-compass della BEI.

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Buongiorno a tutti e grazie per esservi sintonizzati su questo nuovo episodio del podcast Jam Sessions di fi-compass. Sono Mario Guido, faccio parte del team fi-compass della Banca Europea per gli Investimenti, e sarò il conduttore di questo episodio.

Oggi diamo il benvenuto a Silvia Michelini, direttrice presso la DG AGRI, la Direzione generale per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale della Commissione Europea.

Con Silvia, parleremo dell'adozione dei piani strategici della Politica Agricola Comune, la PAC, e del ruolo che gli strumenti finanziari del Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale, FEASR, possono svolgere nella nuova programmazione. Benvenuta Silvia e grazie per aver accettato il nostro invito.

Buongiorno Mario!

Buongiorno a tutti gli ascoltatori, e grazie a fi-compass per aver organizzato questo secondo podcast sugli strumenti finanziari del FEASR.

Allora, Silvia. I negoziati a tre fra i colegislatori europei, i cosiddetti “triloghi” sui nuovi regolamenti della PAC sono alle battute finali, e le discussioni dovrebbero concludersi prima dell'estate.

A questo proposito, puoi dirci qualcosa sullo stato di avanzamento nella adozione dei piani strategici della PAC nei diversi Stati membri?

Mario, infatti siamo ad un punto chiave del processo di riforma della Politica Agricola Comune, perché   speriamo di concludere presto l'accordo finale. Però nel frattempo, stiamo lavorando con gli Stati membri alla preparazione dei loro futuri piani strategici naziolali e questi piani saranno importanti. Sono dei documenti strategici in cui gli Stati membri valuteranno i loro bisogni e definiranno le loro strategie e il mix di interventi per raggiungere gli obiettivi della PAC.

Quindi questi piani strategici sono al centro della nuova PAC e non sono soltanto degli strumenti di pianificazione, sono veramente un’espressione della strategia su come gli Stati membri saranno ambiziosi nel raggiungere gli obiettivi della PAC, con un focus particolare sull'ambiente e naturalmente sul clima, in linea con il Green Deal Europeo.

La situazione in ogni Stato membro è diversa, il grado di preparazione dipende dalle situazioni specifiche ma quello che è sicuro è che stiamo lavorando con tutti gli Stati membri, nel quadro che noi chiamiamo un ‘dialogo strutturato’. In effetti questo ‘dialogo strutturato’ è importante perché quest’anno la fase di preparazione dei piani è più informale. Entro la fine dell'anno gli Stati membri dovranno presentare i piani alla Commissione. L'anno prossimo la Commissione li valuterà e dovrà adottarli entro la fine dell’anno, in modo tale che la nuova PAC possa partire dal 1° Gennaio 2023, con i piani strategi nazionali dei 27 Stati membri.

Benissimo, é molto importante sapere che gli Stati membri sono già al lavoro per preparare il futuro, la nuova PAC. Volevo chiederti, da parte vostra in DG AGRI, cosa fate per aiutare gli Stati membri a redigere i propri piani strategici della PAC? In particolare, quanto sono importanti le raccomandazioni che la DG AGRI ha fornito a ciascuno Stato membro?

Stiamo lavorando in modo intenso con gli Stati membri in questo processo che vogliamo sia un successo. Abbiamo organizzato seminari, incontri tra esperti, per aiutare gli Stati Membri nella preparazione dei loro piani strategici nazionali e continueremo questa cooperazione nel prossimo periodo. Siamo sempre disponibili a un dialogo e a scambi bilaterali con i rappresentanti degli Stati membri.

Come hai detto, abbiamo publicato nel Dicembre scorso delle raccomandazioni indirizzate a ogni Stato membro in relazione ai piani strategici della PAC e queste raccomandazioni saranno utili sia agli Stati membri, perché presentano l’analisi della situazione e le nostre valutazioni, sia alla Commissione per aiutarci nella valutazione dei piani strategici degli Stati membri. 

Si è parlato molto, riguardo al nuovo periodo di programmazione, di un nuovo modello di attuazione. Puoi dirci qualcosa in più su questo?

Una parola chiave per definire questo nuovo modello di attuazione è ‘performance’. Vogliamo che i piani strategici rispondano in modo efficace agli obiettivi della Politica Agricola Comune. Magari questo può sembrare non così nuovo nello sviluppo rurale, perchè siamo già abituati ad un approccio di programmazione strategica, ma la novitá è che lo estendiamo a quasi tutta la Politica Agricola Comune e quindi è un approccio che è molto più olistico e completo. Un altro elemento importante, secondo me, è la maggiore flessibilitá che è garantita agli Stati membri, dal momento che saranno loro a scegliere il mix di misure importanti per raggiungere i loro obiettivi. Infine un altro punto importante è quello delle sinergie; grazie ai piani PAC avremo la possibilitá di avere un approccio molto più sinergetico tra il primo pilastro della PAC, quindi i pagamenti diretti agli agricoltori ma anche le misure di mercato e il secondo pilastro che è lo sviluppo rurale. In questo caso avremo un approccio più coerente e completo, su temi come ad esempio l’ambizione ambientale climatica, ma anche sul ricambio generazionale in agricoltura.

Parlando di ricambio generazionale, nei webinar organizzati da fi-compass negli ultimi mesi abbiamo parlato molto di giovani agricoltori. Qual è il ruolo che dovranno giocare in futuro? Faccio riferimento, in particolare, alla nuova comunicazione della Commissione Europea su una visione al lungo termine per le aree rurali. Inoltre, sei d’accordo sul fatto gli Stati membri debbano istituire strumenti finanziari dedicati ai giovani agricoltori?

Vogliamo aumentare il numero di giovani che entrano in agricoltura. Non siamo soddisfatti dei numeri attuali. Gli agricoltori di età inferiore ai 35 anni sono solo il 5% nell’Unione Europea, mentre quelli di età superiore ai 55 anni sono circa il 58%. Vogliamo aumentare questi numeri, per questo abbiamo chiesto agli Stati membri di essere ambiziosi anche sulla questione del ricambio generazionale e vorremmo che dedicassero una parte dei fondi a delle misure a sostegno dei giovani agricoltori. Possono essere, per esempio, delle integrazioni del primo pilastro oppure delle sovvenzioni nel secondo pilastro in modo tale de coordinare gli interventi per massimizzare i risultati.

Credo che qui gli strumenti finanziari, possano giocare un ruolo importante. Uno dei principali ostacoli per i giovani agricoltori è l'accesso ai finanziamenti, questo è un punto importante su cui gli strumenti finanziari possono aiutare, rispondendo alle esigenze concrete dei giovani agricoltori.

Effecttivamente qui voglio ricordare uno studio importante che è stato pubblicato l’anno scorso sull’esigenze di finanziamento dei settori agricolo e agroalimentare in vari Stati membri. Abbiamo visto che è importante cercare di riuscire a colmare questo divario, queste esigenze di finanziamento. La programmazione degli strumenti finanziari può aiutare, in particolare nel caso dei giovani agricoltori. La pratica attuale già mostra che i giovani agricoltori sono da sempre un gruppo target dei nostri strumenti finanziari e sicuramente vogliamo continuare su questa strada anche in futuro.

E in effetti, i giovani agricoltori e il ricambio generazionale sono questioni importanti nel contesto dell'iniziativa a cui hai fatto riferimento, la comunicazione della Commissione sulla visione a lungo termine per le zone rurali. Si tratta di una importante iniziativa di cui il Commissario di Agricultura  Wojchiechowski è alla guida, in collaborazione con la Commissaria in responsabile della politica di coesione, Ferreira, e sotto il coordinamento della vicepresidente responsabile della democrazia e demografia, Šuica. La comunicazione che sarà pubblicata a fine Giugno esaminerà le sfide che si pongono nelle zone rurali, ma anche le tante opportunità delle zone rurali per il futuro. Ci proponiamo di avere una visione a lungo termine in una prospettiva fino al 2040, per descrivere come arrivare a questa visione attraverso le sinergie tra i vari fondi. Non è una comunicazione che è scritta negli uffici di Bruxelles, al contrario,  è una comunicazione che nasce da un processo partecipativo. In effetti abbiamo lanciato  delle consultazioni pubbliche, abbiamo consultato le parti interessate, abbiamo organizzato eventi, quindi è veramente un processo che nasce dal basso, che porterà ad una comunicazione che sera lanciata alla fine di Giugno. Rimanete, quindi, sintonizzati per vedere il risultato di tutto questo lavoro e questa importante iniziativa.

Questo è sicuramente un tema di estrema importanza, ed è rassicurante vedere un forte impegno da parte de DG AGRI per favorire l’ingresso de forze fresche nel settore che sono assolutamente indispensabilii.

Sappiamo che il Green Deal e il supporto alla transizione verde sono in cima alle priorità dell'Unione Europea, anche nell'ambito della PAC. La transizione digitale è un altro obiettivo di grande importanza. In che modo la politica di sviluppo rurale darà il suo contributo? E, tornando agli strumenti finanziari, pensi che questi possano essere uno strumento utile per raggiungere questi obiettivi di policy?

In effetti hai menzionato il Green Deal europeo, e, in questo quadro l’anno scorso abbiamo adottato due importanti strategie: la strategia “Farm to Fork”, dal produttore al consumatore, e la strategia sulla biodiversità. Queste strategie mirano ad assicurare il contributo della PAC in materia di ambiente e clima, e a rendere i sistemi alimentari più equi e sani. In questo senso, ci siamo prefissi degli obiettivi che rispondono sia alla transizione verde, che alla transizione digitale. Ad esempio, nell’ambito della transizione verde abbiamo l’obiettivo di coprire il 25% dei terreni coltivati con il metodo biologico entro il 2030. Nell’ambito della transizione digitale, il nostro obiettivo è che tutte le zone rurali abbiano accesso alla banda larga veloce entro il 2025 per consentire l'innovazione digitale.

Una volta attuata, la futura PAC promuoverà ulteriormente la transizione verde e digitale verso un settore agricolo e verso aree rurali resilienti. Abbiamo vari investimenti per farlo: abbiamo i pagamenti alla superficie, anche abbiamo investimenti per la ricerca tecnologica eccetera. Abbiamo quindi un mix gli strumenti che tendono verso questo obiettivo. In questo mix metto anche gli strumenti finanziari, che sono veramente degli strumenti che consentiranno al potenziale dell'agricoltura di rispondere a queste obiettivi ambiziosi. Per esempio, si possono finanziare degli investimenti tecnologici, di ricerca ed innovazione, progetti più rischiosi o innovativi, che prevedono soluzioni digitali e attrezzature per il risparmio energetico.

Finora le autorità di gestione che gestiscono i programmi di sviluppo rurale hanno preferito i fondi di prestito e di garanzia. Al momento, stiamo discutendo con loro sulla programmazione e sul lancio di strumenti finanziari anche nei nuovi piani strategici della PAC. I bisogni delle aziende agricole non sono diminuiti con la pandemia, all’inizio dell’anno scorso, prima della pandemia abbiamo pubblicato uno studio che ha rilevato un deficit di finanziamento compreso tra 20 e 47 miliardi di euro per l'agricoltura dell'Unione Europea, e purtroppo, la crisi sanitaria non ha aiutato a colmare questo divario.

Quindi indubbiamente c’è molto da fare nel nuovo periodo de programmazione e abbiamo sentito anche ci sono molte novità interessanti che potranno dare anche delle opportunità.

Facendo un passo in dietro e parlando dell’attuale programmazione, sappiamo che ci sarà un periodo di transizione per il programmi del FEASR con delle regole che sono già state approvate e sono in vigore. Qual è l’impatto di queste norme transitorie sugli strumenti finanziari già in corso di attuazione?

Questo periodo di transizione che è già in atto, che è partirò in 2021 e continuerà nel 2022, quindi prima del decollo della PAC nel 2023. In questo quadro di transizione il sostegno continua ad essere presente nell'ambito dei programmi di sviluppo rurale in corso, con dei fondi aggiuntivi che vengono sia dal Quadro Finanziario Pluriennale che dai fondi di Next Generation EU che sono stati iniettati direttamente nei fondi di sviluppo rurale. In questo quadro gli strumenti finanziari possono continuare a operare e, anzi, vediamo anche che c’e un grande fermento e che ci sono nuovi strumenti finanziari che sono stati lanciati. Ad esempio, in Grecia, un strumento finanziario ha cominciato ad operare nel marzo di quest'anno. Abbiamo ancora paesi come Bulgaria, Lituania, Lettonia, dove gli strumenti diventeranno operativi entro la fine dell'anno. Ritengo, quindi, che questo periodo di transizione possa avere un impatto positivo sugli strumenti finanziari e tutto questo può avere un impatto positivo anche per il lancio di nuovi strumento finanziari nell’ambito della nuova PAC.

Ad oggi, abbiamo 31 strumenti finanziari e 760 milioni di euro di risorse pubbliche programmate. Sono stati concessi oltre 5.100 garanzie e prestiti a sostegno di 645 milioni di euro di prestiti soggiacenti, un numero che è più che triplicato dalla fine del 2019.

È importante anche vedere che dalla metà del 2020 riscontriamo un aumento della domanda da parte degli agricoltori sia di investimenti che di finanziamento del capitale circolante. Alcuni degli strumenti, che sono già chiusi, hanno una leva molto alta - ad esempio, in Friuli Venezia Giulia abbiamo raggiunto una leva di 20x. In una altro caso, in Francia abbiamo una leva che è vicino al 10x. Le nostre aspettative rimangono alte e crediamo che con questi progressi non siamo lontani dal raggiungere i 2 miliardi di euro di prestiti soggiacenti entro la chiusura; questo sarebbe senza dubbio un grande successo per la nostra politica e anche un’ottima base per il futuro.

Silvia, ti ringrazio molto per questi approfondimenti che sono sicuramente molto utili e per aver condiviso con noi le tue aspettative per il futuro. È stato un vero piacere parlare con te oggi.

Grazie per questa opportunità e attendo con impazienza il nuovo programma fi-compass e cosa possiamo fare per facilitare l'uso degli strumenti finanziari nell'ambito della PAC.